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25° RALLY DELLA MARCA – TREVISO 13/14 GIUGNO Svelato il mistero di “Susy” La prima edizione, anno 1983, fu vinta dai fratelli Nardari, Alberto e Adriano, con una Opel Kadett Gte. E per rispettare la media dei cinquanta orari, imposta dalla Prefettura, il patron Gianni Pelliccioni s’inventò il trucco del doppio start alla ps Meno di tre settimane al via del 25. Rally della Marca. Dall’album dei ricordi rispunta fuori il vincitore della prima edizione, anno 1983, l’enigmatico “Susy” con una Opel Kadett Gte, primo anche nel 1988 su Lancia Delta Integrale. Una donna al volante? Macchè, dietro a uno pseudonimo femminile si celava Alberto Nardari, in gara con il fratello Adriano nei panni di navigatore. “All’epoca mio suocero non voleva che corressi – spiega il pilota di Vittorio Veneto –, lo considerava pericoloso e non gli garbava affatto che il genero desse preoccupazioni a sua figlia. Allora io m’inventai un nome di donna, dava meno nell’occhio”. Forse, chissà, può darsi. Della serie: cosa non si fa per correre. Per Nardari quella fu la prima vittoria assoluta e dominò pure la classifica di Zona, ma poi le finali nazionali non ebbero un esito fortunato. Successivamente, alternando i rally alle corse in salita, finì per esaltarsi nel Campionato Italiano Velocità Montagna, tanto da aggiudicarsi i titoli di Gruppo N nel ’91, ’92 e ‘93. Adesso Nardari, a 54 anni, non disdegna di fare ancora qualche gara, però i rally li tiene a distanza, “perché – dice – si prendono meno rischi nelle corse in salita”. Sul filo della memoria, il Marca 1983 rimane la prima pietra di un progetto ambizioso coltivato soprattutto da Gianni Pelliccioni, che fu autorevole direttore dell’Aci Treviso. “Ho condiviso la passione per le corse con dei validissimi collaboratori – racconta simpaticamente – trovando aiuti personali e finanziari per organizzare una manifestazione che poi è divenuta tradizione irrinunciabile”. Ma di quella prima volta cosa ricorda in particolare? “Premesso che si trattava di un mini rally, tipo gli sprint di adesso, il dr. Scivoletto, Prefetto di Treviso, ci aveva imposto un percorso a 50 Km/h di media anche sulle prove speciali. Altrimenti niente autorizzazioni. Escogitai un trucco: a 100 metri dopo lo start bisognava fermarsi per un minuto e poi ripartire, così la media era salva. Filò tutto liscio come l’olio e ci conquistammo pure la fiducia della Prefettura”. Per fortuna oggi non ci si deve preoccupare troppo della velocità nei crono. Altrimenti che farsene delle stupende “World rally car” da oltre 300 cavalli motore che si potranno ammirare in azione sulle prove speciali. L’anno scorso ce ne furono al via ben tredici, spettacolo nello spettacolo assieme a cinque vetture Gran Turismo. Quest’anno ancora non si sa quante verranno, ma non mancheranno comunque le emozioni di una corsa magica. Carlo Ragogna – Ufficio Stampa 25° Rally della Marca |